Il mondo che scompare,
la gente spazzata via,
il sogno infranto che ritorna
con prepotenza ed arroganza
quando anche l'ultima delle possibilità
svanisce assieme ai ricordi.
Forse l'universo
non era adatto ai miracoli,
forse e probabilmente
non lo siamo nemmeno noi.
I ghiacci che si sciolgono,
la terra arida e sterile,
la rabbia dell'uomo inconsapevole,
il silenzio di chi ha capito.
Ognuno di noi è responsabile
come in una enorme elezione politica,
a malapena sappiamo chi votiamo
ma alimentiamo collettivamente il mostro.
Forse è ora di smettere,
cambiare vita, cambiare mondo,
ma siamo in tanti, davvero troppi.
Ci guardiamo e salutiamo
ma a stento ci riconosciamo
siamo tutti estranei.
Viviamo in solitudine
e siamo in sei miliardi.
Inconsapevoli e micidiali,
diamo a questo sistema malato
l'ultimo strattone.
La fine è inevitabile
è il mondo che scompare
poiché il gigante ormai è zoppo,
a stento compierà un altro passo.
Possiamo compiangerlo se vogliamo
ma non sopravviveremo:
quando egli morirà
noi lo saremo da un bel pezzo.
E' come un sorriso cariato
si cerca di nasconderlo con i baffi
oppure cambiare l'espressione.
Piuttosto della cura
modifichiamo il nostro spirito,
abituandoci al quotidiano
per paura o necessità.
(Goondah)
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